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mercoledì 4 maggio 2011

Invisibilità

la maledizione di essere l’unico a riuscire a vedersi.

come il tramonto compiuto dalla luna, nessuno lo ha mai visto, nessuno ci ha mai fatto caso.

L’essere umano è troppo attratto da ciò che risplende per dedicarli la sua attenzione al buio.

Questo però non lo rende inesistente.

Proprio come un fantasma sono qui, dietro di te, riesci a vedermi?

Mentre il rumore dei miei passi diventa sempre più pesante, come se avessi un enorme palla al piede.

Il cuore dell’uomo invisibile procede con flemma verso il patibolo.

Si prende tutto il suo tempo, non sente fretta alcuna.

Il suo masochismo è immenso, si prolunga fino al suo decesso.

Le persone gioiscono alla sua morte,

danno calci a quel muscolo cardiaco, che ha smesso di battere.

Solo l’uomo invisibile non da alcun sintomo di gioia,

la sua faccia è impietrita.

Nonostante il fatto che le persone non possono vedere il suo volto, lui non soffre, non si lamenta, non piange dinnanzi a loro.

Ha imparato a piangere solamente quando è davvero solo.

Ha imparato a fingere indifferenza davanti a chi non riesce a scorgerlo.

La sua invisibilità è un illusione, la sua illusione è in realtà una speranza.

Chi si sente davvero solo se non un uomo invisibile?

La sua rabbia, il suo dolore, il suo disprezzo, questi sono i suoi amici,

questi sono i suoi intoccabili compagni di vita. È ubriaco l’uomo invisibile, e fuma come un dannato qual è, prigioniero della sua maledizione. Noncurante del mondo circostante, cade al suolo

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